09.febbraio.2012

Cardiomiopatia diabetica
Giorgio Vescovo
Direttore Dipartimento Area Medica, ULSS 6 Vicenza

Abstract

La cardiomiopatia diabetica è un’entità clinico-patologica complessa e difficilmente inquadrabile. Il paziente diabetico, infatti, presenta una cardiopatia diabetica che può essere espressione di una “triade tossica” composta da ischemia cardiaca, ipertesione arteriosa e quindi cardiopatia ipertensiva e cardiomiopatia diabetica. Quest’ultima può essere definita come scompenso cardiaco in pazienti diabetici in assenza di valvulopatia, coronaropatia, ipertensione e abuso di alcol. Le caratteristiche istopatologiche e strutturali sono l’aumento della matrice extracellulare, la fibrosi, l’apotosi dei miociti, l’atrofia dei miociti. Dal punto di vista della funzione cardiaca possono coesistere sia la disfunzione sistolica che diastolica. La disfunzione diastolica è caratterizzata da una diminuita funzione del reticolo sarcoplasmico con ridotta attività del SERCA. Ne risulta un alterato rilasciamento diastolico con transienti del calcio prolungati. Altri meccanismi che contribuiscono alla disfunzione contrattile del miocardio sono i prodotti di glicazione, l’aumento della protein kinasi C, la microangiopatia diabetica, l’induzione di programmi genetici fetali, il danno da acidi grassi liberi tissutali aumentati, lo stress ossidativo. Anche l’attivazione del sistema adrenergico e del sistema renina-angiotensina-aldosterone e lo stato pro-infiammatorio con produzione di citochine che attivano l’apoptosi cellulare contribuiscono al danno e alla disfunzione miocardica nel cuore del paziente diabetico. (Sindr Metab Mal Cardiovasc 3: 67, 2010). ©2010, Editrice Kurtis.

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