17.05.2012

Età, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica
Sabina Zambon1,2, Silvia Zanoni1,2, Stefania Maggi2, Gaetano Crepaldi2, Enzo Manzato1,2
1Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Padova 2Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Centro Studi Invecchiamento, Istituto di Neuroscienze, Padova

Abstract

Il cambiamento demografico maggiormente responsabile dell’aumento delle malattie cardiovascolari nel mondo sembra essere l’aumento nella popolazione delle persone oltre i 60 anni di età. Le malattie cardiovascolari in generale diventeranno una vera e propria epidemia tra i soggetti anziani. Negli Stati Uniti e nei Paesi industrializzati le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte e oltre l’80% di tutti i decessi per cause cardiovascolari si verifica, infatti, nei soggetti di età superiore ai 65 anni. Indipendentemente dalle definizioni usate per identificare la sindrome metabolica, essa è frequente e la sua prevalenza è in aumento in tutto il mondo, soprattutto per l’incremento dell’obesità e della sedentarietà. Ne risulta che la sindrome metabolica rappresenta un problema clinico e insieme un problema di salute pubblica. La prevalenza della sindrome metabolica aumenta anche con l’aumentare dell’età e nella popolazione anziana italiana è maggiore nelle donne rispetto agli uomini, come risultato dell’elevata prevalenza dell’ipertensione arteriosa e dell’obesità viscerale. Le persone portatrici di sindrome metabolica presentano un rischio pressoché doppio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto ai soggetti senza la sindrome, con un rischio di sviluppare il diabete da 3 a 5 volte superiore. La sindrome metabolica si associa, inoltre, a un incremento del rischio di morte per cause cardiovascolari, oltre che per tutte le cause, indipendentemente dalle diverse definizioni di sindrome metabolica usate. Nello Studio Pro.V.A. dopo un’osservazione di 4,4 anni sono risultati predittori di mortalità cardiovascolare nelle donne anziane l’aumento della glicemia e i bassi livelli di colesterolo HDL. (Sindr Metab Mal Cardiovasc 4: 1, 2011). ©2011, Editrice Kurtis.

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