22.settembre.2014

Prevenzione delle Malattie Coronariche
M. Mancini, E. Farinaro, A. Postiglione

Prevenzione delle Malattie Coronariche

Negli ultimi 15 anni nei paesi industrializzati, in particolare negli Stati Uniti d’America e in molti paesi europei, si è assistito ad una sostanziale riduzione della mortalità per cardiopatie coronariche. Nonostante ciò la cardiopatia ischemica è ancora la prima causa di morbilità e invalidità in tutto il mondo. Inoltre è molto verosimile che l’importanza della malattia coronarica e delle altre complicanze dell’aterosclerosi tenderà ad aumentare piuttosto che diminuire negli anni futuri sia in termini di impatto sulla salute sia di costo economico. Ciò è dovuto a diverse concause: una delle più importanti è l’invecchiamento della popolazione in quanto in gran parte l’aterosclerosi è comunque una malattia dell’adulto e dell’anziano. Un'altra causa molto importante è il preoccupante aumento della prevalenza di diabete di tipo 2 e delle condizioni di ridotta tolleranza al glucosio, iperglicemia a digiuno e “sindrome metabolica”. Quest’ultima definizione descrive l’associazione di obesità centrale, insulino-resistenza, dislipidemia ed ipertensione arteriosa. In molti paesi la prevalenza del diabete mellito accertato di tipo 2 raggiunge il 5% della popolazione, con la possibilità di un ulteriore 5% di casi non diagnosticati. All’incirca 150 milioni di persone al mondo hanno il diabete mellito e questa cifra potrà raddoppiarsi per il 2025. L’aumento più consistente avverrà nei paesi in via di sviluppo. Una terza causa importante è da ricercarsi nel costante aumento del sovrappeso e dell’obesità dovuti soprattutto ad una dieta ipercalorica e alla vita sedentaria. Infine si deve considerare il fumo di sigaretta: negli adulti c’è stata una notevole riduzione durante gli anni tra il 1950 e il 1980; negli anni ’90 è rimasto stabile; negli ultimi dieci anni è aumentato nel sesso femminile e nei giovani. Tradizionalmente le strategie per ridurre il rischio coronarico sono distinte in prevenzione primaria e secondaria. La prevenzione primaria comprende l’insieme di misure prese prima dell’evento acuto, in genere l’infarto del miocardio, mentre la prevenzione secondaria si riferisce agli interventi mirati a prevenire le recidive. Negli ultimi anni comunque questa distinzione è diventata obsoleta. Studi epidemiologici prospettici come il PROCAM in Germania hanno dimostrato che, in molti pazienti ad alto rischio senza manifestazioni cliniche di malattia coronarica, il rischio di sviluppare un infarto del miocardio può eguagliare o essere anche superiore a quello di persone con pregresso infarto. Pertanto il problema principale non è la distinzione tra prevenzione primaria e secondaria, ma il concetto di rischio reale, assoluto, espresso in termini di numero di eventi per anno. Per tale ragione questa guida focalizza l’attenzione soprattutto sul concetto di rischio assoluto e sulle tecniche per calcolarlo. Le tabelle e gli algoritmi possono essere anche usati come guida per modificare comportamenti a rischio ed essere quindi un utile supporto al paziente stesso. È chiaro che nell’immediato periodo post-infarto le tecniche di rianimazione acuta sono cruciali. Tali tecniche includono la rivascolarizzazione, la trombolisi ed altri interventi farmacologici. Queste misure non rientrano nelle finalità di questa guida e quindi non saranno ulteriormente menzionate. Questa guida è basata in parte su raccomandazioni per la prevenzione della malattia coronarica pubblicate dall’International Task Force for Prevention of Coronary Heart Disease, dall’International Atherosclerosis Society, dall’American Heart Association, dall’American College of Cardiology, dallo United States National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI), dalle Joint European Cardiovascular Societies, dalla World Health Organization e sui contenuti del Third Report of the Adult Treatment Panel (ATPIII) del National Cholesterol Education Program (NCEP) degli Stati Uniti d’America. Noi ci auguriamo che possa essere un utile vademecum per tutti coloro che sono interessati ad una razionale prevenzione dell’aterosclerosi.

International Task Force for Prevention of Coronary Heart Disease
International Atherosclerosis Society
Gennaio 2003

 

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Prevenzione delle Malattie Coronariche
M. Mancini, E. Farinaro, A. Postiglione
Pagine: 142
Formato: cm 12 x 17
ISBN: 978-88-85030-83-1
Cod. Ordine: V037
Euro: 14,50
anno di pubblicazione: 2005
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