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| 10.settembre.2010 | |
Vaccino vs HPV
F. Boselli, S. Santagni, E. Rattighieri, F. Tortolani
Ginecologia Oncologica Preventiva, Dipartimento Integrato Materno Infantile, Sezione Ginecologia e Ostetricia, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena
A partire dagli anni ’90, vari gruppi di ricercatori si sono concentrati sullo sviluppo di un vaccino in grado di prevenire l’infezione da Papilloma virus umano (HPV) e le patologie a essa correlate. La sfida era quella di poter affiancare un valido strumento di prevenzione primaria alle strategie di prevenzione secondaria già esistenti, in modo da poter ulteriormente ridurre il peso socio-sanitario derivante dalle patologie HPV-correlate. Il concreto sviluppo dei vaccini anti-HPV e la conferma sperimentale della loro efficacia hanno aperto una nuova era nella prevenzione del cervicocarcinoma, offrendo opportunità e speranze finora inedite sia per gli operatori sanitari che per le donne. Sono stati messi a punto, e attualmente sono presenti in commercio in Italia, due vaccini profilattici verso l’HPV. Entrambi i vaccini, sono costituiti da virus-like particle (VLP), ovvero particelle simil-virali costruite in laboratorio, in cui le proteine capsidiche L1 si autoassemblano a formare un “guscio” vuoto che mima perfettamente il virione dal punto di vista strutturale e morfologico. Da un lato, le VLP sono sicure in quanto non oncogeniche né infettanti, essendo prive del genoma virale, dall’altro, l’iperespressione della proteina L1 conferisce loro un’elevata immunogenicità.
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