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| 05.febbraio.2012 | |
Dispositivi intrauterini medicati: applicazioni cliniche
S. Santagni, A. La Marca, A. Volpe
Dipartimento Integrato Materno Infantile, Sezione di Ginecologia e Ostetricia, Università di Modena e Reggio Emilia, Policlinico di Modena
Abstract
I dispositivi intrauterini (IUD) rappresentano uno dei metodi di pianificazione famigliare reversibile più utilizzati al mondo. Il tasso di prevalenza varia nelle diverse nazioni dal 2 all’80% delle donne che utilizzano metodi contraccettivi. I primi dispositivi costituiti da materiale plastico inerte sono stati largamente superati nella pratica clinica quotidiana da prodotti che rilasciano rame o levonorgestrel, modificazioni sostanziali per incrementare l’efficacia di tali metodi. Il sistema intrauterino medicato al levonorgestrel (LNG-IUS) è approvato come metodo contraccettivo negli Stati Uniti e in oltre 100 Paesi del mondo. Questo dispositivo interagisce con la fisiologica funzione dell’endometrio attraverso un rilascio locale di elevate quantità di progestinico responsabile dell’elevata efficacia contraccettiva del metodo, a fronte dei bassi livelli rilasciati in circolo e nei tessuti periferici. La donna utilizzatrice di LNG-IUS può beneficiare però anche di altri effetti terapeutici. LNG-IUS è infatti impiegato con successo nel trattamento delle meno-metrorragie disfunzionali e della dismenorrea da endometriosi e per la protezione endometriale nella terapia sostitutiva estrogenica. Numerosi studi clinici in corso stanno analizzando il possibile impiego dello IUS per il sanguinamento uterino anomalo da fibromatosi uterina, nel dolore pelvico cronico e il suo ruolo terapeutico nell’iperplasia endometriale.
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