09.02.2012

Terapia farmacologica della vescica iperattiva
G. Paradisi, F. Ianniello, L. Quagliozzi, L. Donati, A. Di Vico, M. Bracaglia, A. Labianca, B. Carducci, A. Caruso
Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico Agostino Gemelli, Roma

La sindrome della vescica iperattiva è una condizione clinica invalidante caratterizzata da urgenza minzionale, con o senza incontinenza da urgenza, solitamente associata ad aumento della frequenza minzionale, in assenza di altre patologie urogenitali o fattori metabolici che possano giustificare tali sintomi. Modificazioni dello stile di vita, riabilitazione del pavimento pelvico e tecniche di biofeedback sono gli approcci conservativi da adottarsi in prima istanza; se risultano inefficaci è necessario orientarsi verso una terapia farmacologica. Il gold standard è rappresentato dai farmaci antimuscarinici, sicuri, efficaci e ben tollerati. Sono in corso di studio, tra le nuove opzioni terapeutiche, i farmaci β3-agonisti e gli inibitori delle fosfodiesterasi. In pazienti refrattarie alle terapie conservative si può pensare ad opzioni terapeutiche di seconda linea, che presentano una minima invasività, ma sono tuttavia reversibili, come le elettrostimolazioni (neuromodulazione sacrale) e la somministrazione di tossine: la tossina botulinica è un’alternativa valida, mentre la resiniferatossina e la capsaicina hanno ancora un impiego limitato.

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