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| 01.08.2010 | |
Target therapy nel carcinoma ovarico
G. Loverro1, A.M. Caringella1, R. Ria2, E. Di Naro1
1Dipartimento di Ginecologia, Ostetricia e Neonatologia, III U.O. di Ginecologia ed Ostetricia, Università di Bari 2Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana, Sezione di Medicina Interna e Oncologia Clinica, Università di Bari
Il carcinoma epiteliale dell’ovaio rappresenta la quinta causa di morte per tumore negli Stati Uniti. Il trattamento prevede uno staging chirurgico seguito da una chemioterapia a base di platino e taxani. Ciò nonostante, la maggior parte delle pazienti recidiva e a tutt’oggi il tasso di mortalità è elevato. Negli ultimi anni stanno emergendo nuove terapie che hanno come target specifiche pathway coinvolte nella tumorigenesi. Nel carcinoma dell’ovaio la target therapy ha focalizzato l’attenzione sia sul pathway vascular endothelial growth factor (VEGF)/VEGF receptor (VEGFR) che su quello epidermal growth factor (EGF)/EGF receptor (EGFR). Varie combinazioni di agenti citotossici e target therapy con bevacizumab e nuovi agenti antivascolari sono attualmente testati. Sono necessari però ulteriori studi che possano aiutarci nel designare la migliore combinazione di farmaci target e a predire i tassi di risposta alle suddette terapie.
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