17.maggio.2012

Osteoporosi e ipercortisolismo subclinico
Valentina Morelli, Serena Palmieri, Iacopo Chiodini
Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia, Dipartimento di Scienze Mediche, Fondazione IRCCS Cà Granda-Ospedale Maggiore Policlinico, Università di Milano

Abstract

Si definisce ipercortisolismo subclinico la presenza di alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene in assenza dei classici segni e sintomi della sindrome di Cushing (irsutismo, strie rubre, cute sottile, gibbo). L’ipercortisolismo subclinico è una condizione frequente e probabilmente ancora sottostimata, sia per la mancanza, per definizione, di un quadro clinico caratteristico sia per l’eterogeneità dei criteri utilizzati per identificare questa condizione. A differenza dell’ipercortisolismo clinico, che è più frequentemente di origine ipofisaria, la causa più frequente di ipercortisolismo subclinico è surrenalica. Questa condzione è associata a complicanze metaboliche come obesità, diabete e ipertensione, e all’osteoporosi, conseguenze tipiche, seppur non specifiche, dell’ipercortisolismo conclamato. Per tale motivo, nei pazienti con massa surrenalica di riscontro incidentale, la presenza di ipercortisolismo subclinico deve essere ricercata, al fine di impostare un’adeguata terapia. D’altra parte, nei pazienti con osteoporosi conclamata senza evidenti cause secondarie, è necessario escludere la presenza di ipercortisolismo subclinico, poiché il danno scheletrico può essere il primo segno di un eccesso di secrezione di cortisolo altrimenti asintomatica. ©2011, Editrice Kurtis

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