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| 01.agosto.2010 | |
Chirurgia delle recidive dei carcinomi differenziati della tiroide
Marco Biffoni, Paolo Scipioni, Nicoletta Macrina, Stefano Trinchi, Maria Ida Amabile, Elisabetta Santucci, Roberto Greco, Massimo Monti
UOC di Chirurgia Generale e Ricostruttiva, Dipartimento di Scienze Chirurgiche, “Sapienza” Università di Roma – Azienda Policlinico Umberto I, Roma
I carcinomi differenziati della tiroide presentano un’incidenza di recidiva di circa il 10%. La recidiva può essere locale, in un residuo ghiandolare o nel letto della tiroide, locoregionale, nei diversi compartimenti linfonodali cervicali e mediastinici, o a distanza, per lo più metastasi polmonari od ossee. Dopo il trattamento primario è opportuno adottare un follow-up assiduo ed estremamente protratto nel tempo dal momento che la recidiva può essere anche molto tardiva e che la diagnosi pre-sintomatica offre ampi margini di trattabilità. Le indagini su cui si basa il follow-up sono la determinazione della Tg dopo stimolo con TSH umano ricombinante (rhTSH), la scintigrafia con I131 e l’ecografia con agoaspirato per citologia e determinazione della Tg sul liquido di lavaggio. Un atteggiamento aggressivo nei confronti della recidiva locale, adottato quanto più precocemente possibile, non soltanto migliora radicalmente la qualità di vita ma si dimostra anche utile a prolungarne la durata, soprattutto se sono presenti solo metastasi polmonari e se queste sono di piccole dimensioni (<2 cm). L'Endocrinologo dicembre Vol. 10, n° 4
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