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| 01.08.2010 | |
Ivabradina riduce il gradiente transvalvolare in un paziente con stenosi mitralica in ritmo sinusale
E. Pasceri, S. Zinzi, G.Mascaro, A. Curcio, G. Sibilio, C. Indolfi
Cattedra di Cardiologia, Scuola di Specializzazione in Cardiologia, Università Magna Graecia, Campus di Germaneto (CZ)
L’aumento del tempo diastolico nei pazienti con stenosi mitralica riduce il gradiente transvalvolare. Il caso clinico descrive l’effetto della riduzione della frequenza cardiaca, utilizzando un farmaco bradicardizzante specifico che inibisce i canali “If”, ivabradina 10 mg per os, sul gradiente medio transvalvolare in una paziente affetta da stenosi mitralica. Dopo sei ore dall’assunzione, ivabradina ha ridotto la frequenza cardiaca da 74 a 61 battiti al minuto (bpm); la pressione arteriosa non ha mostrato variazioni significative. L’ecocardiogramma ha evidenziato un gradiente medio transvalvolare mitralico di base di 9,45 mmHg, che si è ridotto, dopo 6 ore dall’assunzione di ivabradina, a 7,88 mmHg. Non si sono evidenziate modifiche significative dell’area valvolare mitralica e della pressione sistolica polmonare. Questo è il primo caso descritto in letteratura di utilizzo di ivabradina in pazienti con stenosi mitralica. Ulteriori studi sono necessari per dimostrare l’efficacia clinica della somministrazione di farmaci che inibiscono i canali “If” in pazienti con stenosi mitralica o con impianto di anelli valvolari mitralici e residua stenosi in ritmo sinusale.
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