01.08.2010

Fisiopatologia dell’effetto della bradicardia sulla funzione regionale durante ischemia
C. Indolfi, C. Spaccarotella, A. Mongiardo, A. Curcio, D. Torella
Laboratorio di Emodinamica e Cardiologia Interventistica, Centro Regionale di Riferimento per il Trattamento delle Patologie Cardiovascolari, Cattedra di Cardiologia, Università di Catanzaro Magna Graecia, Catanzaro

Nell’ischemia miocardica da sforzo, durante l’esercizio, la funzione contrattile (e il consumo di ossigeno) nella regione della coronaria stenotica prima aumenta (per l’aumento della contrattilità, della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa), poi rapidamente si riduce per la sproporzione tra apporto e domanda di ossigeno determinata da una riduzione del flusso subendocardico provocata dalla tachicardia. Una riduzione del consumo di ossigeno nell’area ischemica è presente in proporzione alla riduzione della contrattilità (assumendo che la variazione dell’estrazione di ossigeno miocardico sia trascurabile) e, pertanto, durante esercizio allo steady-state, è presente un accoppiamento perfusione-contrazione nella regione ischemica. Durante ischemia la contrattilità miocardica è dipendente dal livello di flusso regionale subendocardico per battito (contraction-perfusion matching). Il riconoscimento di alcune leggi fondamentali che regolano il flusso miocardico durante ischemia è stato di grande importanza perché ha consentito un approccio razionale alla terapia dei pazienti con malattia coronarica. La frequenza cardiaca è sicuramente il più importante determinante del consumo di ossigeno che può essere manipolato durante ischemia miocardica. L’ischemia miocardica da sforzo è provocata da un furto di flusso a favore del subepicardio con conseguente riduzione del flusso subendocardico e riduzione della funzione miocardica regionale. Un altro possibile meccanismo di distribuzione del flusso durante ischemia è il furto da parte del ventricolo destro che si verifica tra aree geografiche di miocardio con resistenze differenti. La bradicardia induce un miglioramento della funzione regionale ischemica aumentando il flusso subendocardico per battito e riducendo il furto dello strato subepicardico o del ventricolo destro attraverso l’aumento delle resistenze vascolari in questi territori. La bradicardia indotta da bradicardizzanti specifici o da farmaci beta-bloccanti migliora la funzione ventricolare ischemica influenzando i meccanismi responsabili dell’ischemia miocardica.

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